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BEAUTIFUL BOY al Cinema Cecchetti da giovedì 18 a lunedì 22 – orario: giovedì e venerdì 21.15; sabato 20.30-22.30; domenica e lunedì 21.15

Beautiful Boy, il film diretto da Felix Van Groeningen, racconta la storia di Nicolas Sheff (Timothée Chalamet), bravo studente di 18 anni che scrive per il giornale della scuola, recita nello spettacolo teatrale di fine anno e fa parte della squadra di pallanuoto. Nic ama leggere e possiede una spiccata sensibilità artistica; in autunno andrà al college.
Da quando ha 12 anni però, ama sperimentare le droghe; da qualche tempo ha provato la metamfetamina e, come lui stesso dichiara, “Il mondo, da bianco e nero, improvvisamente è diventato in Technicolor”. In breve tempo Nic, da semplice adolescente che fa uso sporadico di stupefacenti, si trasforma in un vero e proprio tossicodipendente.
Beautiful Boy è la storia, tanto onesta quanto spietata, di una famiglia che accompagna il proprio figlio nella lotta contro l’assuefazione. Basato sull’omonimo bestseller del noto giornalista David Sheff e sull’apprezzata autobiografia di suo figlio Nic, il film descrive il potere distruttivo della droga e la forza rigenerante dell’amore.
Angosciante, struggente, ma anche ricco di gioia, di amore e di speranza, Beautiful Boy racconta il baratro in cui Nic sprofonda, le sue assenze, le promesse tradite, la rabbia, e il modo in cui David (Steve Carell) si adopera per salvare il suo “bellissimo figlio” dalle conseguenze della dipendenza.

CRITICA
Un’impotenza angosciante come quella di un padre che non riesce ad aiutare il figlio tossicodipendente a uscire dalla sua maledizione, è al centro del primo film americano del belga Felix von Groeningen, autore del melodramma altrettanto doloroso Alabama Monroe. Steve Carell è sempre più maturo anche come attore drammatico, qui in un’interpretazione misurata e struggente. Chalamet conferma la sue capacità, anche se non aiutato da un ruolo in cui è facile caricare un po’ troppo i toni. Rimane, più in generale, il problema del film, che si perde nei molti anni e troppi salti temporali in cui racconta la storia di padre e figlio. Cerebrale e raffreddato, impedisce un vero abbandono emotivo, nonostante due attori di gran calibro. (Mauro Donzelli – Comingsoon.it)
“(…) Tratto dai libri autobiografici di David ShEff e di suo figlio Nic, dunque con l’etichetta della storia «vera», ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen – presentato alla scorsa Festa di Roma, sezione Alice nella città – si addentra nel complicato territorio (al cinema e in genere) della tossicodipendenza a partire dalla relazione padre -figlio, scegliendo come punto di vista del racconto quello del primo, disposto a tutto pur di capire cosa sta succedendo. La regia di Van Groeningen però come già nel precedente ‘Alabama Monroe’, non riesce a produrre una sintesi personale, distante dai luoghi comuni, e soprattutto dalla patina di sentimentalismo – a tratti fastidioso che trova come unico referente l’interpretazione dei due attori, bravi ma senza mai sobbalzi di autenticità. (…).” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’, 13 giugno 2019)
“(…) Basato su una storia vera, il film assume un andamento non cronologico e rapsodico, punteggiato di flashback dove vediamo Nic bambino. Però si fida troppo del carisma degli interpreti, Steve Carell e Thimotée Chalamet (‘Chiamami col tuo nome’), accontentandosi di una narrazione standard. E alternando, un po’ a caso, il punto di vista del padre con quello del figlio.” (Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’, 13 giugno 2019)
“(…) in ‘Beautiful Boy’ di Felix Van Groeningen, non poteva esserci attore più adatto di Timothée Chalamet. Nel film basato sulle biografie di Nic Sheff e del padre David (Steve Carrell), Chalamet ripercorre la via crucis della tossicodipendenza. Andate e ritorni, promesse mancate, bugie insultanti, discese agli inferi e brevi redenzioni. Un cammino doloroso, che si riflette nella fisicità del protagonista, nelle sue spalle aguzze, nei capelli arruffati, nello sguardo vivo e infinitamente triste. Seguendo le sue mosse, il desiderio di capire e di aiutare diventa irresistibile.” (Fulvia Caprara, ‘La Stampa’, 13 giugno 2019)
“(…) Felix Van Groeningen, regista belga di 42 anni, è incapace di sottrarsi alla tentazione di confezionare un altro film cupissimo, dopo quell”Alabama Monroe’ che trattava di un amore sofferto e apocalittico. ‘Beautiful boy’ ricalca quel modello, (…) porta lo spettatore a diretto contatto con immagini crude quanto dolorose, ritraendo i dettagli di un via crucis senza fine. Corredato di una colonna sonora avvincente, l’ultima fatica di Van Groeningen è opera che merita a patto di essere in pace con se stessi. Intensa l’escalation di un dramma che ha origini reali e proviene da fatti veri, testimoniati dai due libri che David e Nic Sheff hanno scritto per raccontare il calvario della droga da due versanti opposti. Eppur paralleli.” (Stefano Giani, ‘Il Giornale”, 13 giugno 2019)
“(…) Piacerà A patto che riusciate a identificarvi (almeno in parte) con babbo Carrell (con lui perché del ‘Beautiful’ non gliene importa granché a nessuno). L’identificazione è facilitata dalla maiuscola prova di Steve. Bravissimo a rendere i personaggi sgradevoli (quindi respingenti) qui supera sé stesso caricandosi sulle spalle un eroismo che qualunque papà vorrebbe avere.” (Giorgio Carbone, ‘Libero Quotidiano’, 13 giugno 2019)
“Il regista belga delle lacrime. Il nome sfugge, il ricordo di un film come “Alabama Monroe – Una storia d’ amore” resta nella memoria di chi lo ha visto. Associato al fastidio dello spettatore che non ha nulla contro le disgrazie (succedono, si sa) ma non regge un certo modo di raccontarle. Per esempio, puntando su una colonna sonora costruita per potenziare e non per smorzare. Lì era il bluegrass ad avvolgere i protagonisti: un musicista, una tatuatrice e la loro sfortunata figliola. In ‘Beautiful Boy’ ascoltiamo i Nirvana, i Beatles, Neil Young, David Bowie, mischiati con Perry Como. È la colonna sonora della famiglia Sheff (…) Steve Carrell è bravissimo anche nelle parti drammatiche – lo sapevamo già – ma qui sembra che si applauda da solo. Timothée ‘Chiamami con il tuo nome’ fa le prove di gigioneria che Luca Guadagnino gli aveva impedito.” (Mariarosa Mancuso, ‘Il Foglio’, 15 giugno 2019)

NOTE
– PRODUTTORI ESECUTIVI: SARAH ESBERG, NAN MORALES.
– SELEZIONE UFFICIALE ALLA XIII EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2018).
– CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2019 PER: MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UN FILM (TIMOTHEE CHALAMET).
– TRATTO DAL LIBRO BIOGRAFICO DI DAVID SHEFF “BEAUTIFUL BOY: A FATHER’S JOURNEY THROUGH HIS SON’S ADDICTION”

Data di uscita: 13 giugno 2019
Genere: Drammatico
Anno: 2018
Regia: Felix van Groeningen
Attori: Steve Carell, Timothée Chalamet, Amy Ryan, Maura Tierney, Kaitlyn Dever, Timothy Hutton, Stefanie Scott, Jack Dylan Grazer, Christian Convery, Oakley Bull
Paese: USA
Durata: 112 min
Distribuzione: 01 Distribution
Sceneggiatura: Luke Davies, Felix van Groeningen
Fotografia: Ruben Impens
Montaggio: Nico Leunen
Produzione: Amazon Studios, Big Indie Pictures, Plan B Entertainment

orario: giovedì e venerdì 21.15; sabato 20.30-22.30; domenica e lunedì 21.15

prezzo biglietto: intero € 5,00 – ridotto € 4,00 (fino a 18 anni, oltre i 65 e studenti universitari fino a 24 anni)

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