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Cinema Cecchetti

UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK al Cinema Cecchetti da giovedì 5 a domenica 8 – orario: giovedì 21.15; venerdì 20.30-22.30; sabato 18.30-20.30-22.30; domenica 16.30-18.30-20.30

Un giorno di Pioggia a New York, il film diretto da Woody Allen, racconta la storia di una coppia di giovani innamorati, Gatsby e Ashleigh (Timothée Chalamet ed Elle Fanning). I due arrivano nella Grande Mela perché la ragazza è riuscita a ottenere un’intervista con Roland Pollard (Liev Schreiber), un regista in crisi. Gatsby è innamorato di New York, mentre Ashleigh non la visita dai tempi dell’infanzia. La coppia ne approfitta per trascorrere un weekend spettacolare insieme nella grande città o almeno questa era l’intenzione iniziale.
L’intervista a Pollard coincide con la festa organizzata dai ricchi genitori di Gatsby, con i quali il giovane non ha un buon rapporto a causa di idee di pensiero totalmente opposte. Giunti a NYC, il ragazzo lascia la sua fidanzata all’Hotel Soho per incontrare il regista, con la promessa che si sarebbero rivisti per pranzare insieme. L’incontro con Pollard si rivela una grande occasione per la giornalista in erba, il cineasta ha in serbo un succulento scoop per lei. Ashleigh si vede costretta ad annullare il pranzo con Gatsby e da questo momento in poi tutti i loro piani andranno in fumo.
Oltre al brutto tempo, i due incapperanno in una serie di avventure e buffe situazioni. Ashleigh a caccia della notizia perfetta, si ritroverà costretta a boicottare l’invito del suo fidanzato per presentarla ai genitori, finendo per non trascorrere del tempo con lui, ma con il divo sudamericano Francisco Vega (Diego Luna). Gatsby, invece, riceverà una parte in un film accanto alla seducente Shannon (Selena Gomez), che lo farà riflettere sul suo rapporto con Ashleigh, soprattutto quando il giovane vede in TV la sua fidanzata insieme a Vega…

PANORAMICA
Quarantanovesimo lungometraggio diretto da Woody Allen, Un giorno di pioggia a New York non passerà forse alla storia come uno dei massimi capolavori del regista e sceneggiatore newyorchese, ma verrà sempre ricordato per via delle traversie produttive in cui è incorso in seguito all’esplosione del movimento MeToo e alle rinnovate campagne mediatiche condotte da Ronan e Mia Farrow contro il suo autore.
Girato nell’autunno del 2017, il film sarebbe infatti dovuto uscire in sala nel 2018, rispettando così il tradizionale appuntamento annuale con un film di Allen aspettato con trepidazione dai cinefili di tutto il mondo. Ma già poche settimane dopo la fine delle riprese, purtroppo, si è capito che le cose non sarebbero state così facili: in seguito al montare delle polemiche dei Farrow, che rilanciavano contro Allen le accuse di molestie alla figlia adottiva Dylan Farrwo, dalle quali il regista fu assolto molti anni fa, numerosi protagonisti del film, tra cui i protagonisti Timothée Chalamet e Selena Gomez, si sono infatti dissociati pubblicamente, in maniera più o meno diretta, dall’autore del film. Il montare delle polemiche e degli attacchi contro Woody Allen ha spinto Amazon Studios, detentore dei diritti di distribuzione del film, a ritirarne l’uscita nell’agosto del 2018 e a sospenderla a tempo indeterminato. Tra i pochi coinvolti nella produzione a dichiarare pubblicamente che si trattava di un peccato e di un errore, l’inglese Jude Law. Nel gennaio 2019 una serie di intellettuali italiani hanno firmato un appello affinché il film potesse avere “la più ampia circolazione possibile”, e nel febbraio dello stesso anno Allen ha fatto causa ad Amazon Studios per 68 milioni di dollari. Il 20 maggio, la società ha restituito al regista i diritti di distribuzione del film.
Prima di uscire al cinema in Italia grazie alla Lucky Red di Andrea Occhipinti, Un giorno di pioggia a New York è uscito in numerosi paesi europei, in Russia, Vietnam, e buona parte del Sudamerica.
Un giorno di pioggia segna la terza collaborazione tra Allen e il direttore della fotografia Vittorio Storaro, che è già stato il DOP dei precedenti Café Society e La ruota delle meraviglie, e che collaborerà ancora col regista nell’annunciato Rifkin’s Festival.

CRITICA
Come sempre, Woody Allen parla del destino. E questa volta di un destino che fa andare le cose come devono andare e permette la possibilità del riscatto e dell’espressione personale, se si è in grado di essere sinceri con sé stessi e il mondo e di apprezzare e inseguire la sua bellezza.
Proprio quando le circostanze potrebbero giustificare un abbandono al pessimismo, Allen apre la porta alla speranza. Il suo discorso e di una chiarezza serena e rasserenante, ma al tempo stesso lo spessore di quello che dice aumenta. Un giorno di pioggia a New York è quasi il suo racconto zen. (Federico Gironi – Comingsoon.it)

Sinfonia di una grande città, sulle orme di Gershwin e di quel che fu Manhattan. I grattacieli di New York si vedono dalle finestre, le strade sono luoghi carichi di storia. A ogni incrocio un ricordo, un incontro. La musica di Errol Garner ci accompagna, anche se a un certo punto Timothée Chalamet si mette a cantare Everything Happens to Me di Chet Baker al pianoforte.
Per Woody Allen Un giorno di pioggia a New York è il suo “suonala ancora, Sam”. Un richiamo a una melodia senza età, a una Grande Mela nostalgica e accelerata, a un cinema classico che continua a vivere in ogni inquadratura. As Time Goes By, mentre il tempo passa. In fondo ce l’aveva già spiegato nel 1972 in Provaci ancora, Sam, sulla scia di Casablanca: l’amore spesso non ha un seguito, qualcuno spicca il volo e qualcun altro resta a terra, o magari si deve accontentare, perché “nessuno è perfetto”.
Qui Chalamet ed Elle Fanning rappresentano gli opposti che si attraggono. Lui è figlio dei cieli grigi di New York, lei del sole della campagna. Lui è colto, tormentato, lei è abbagliata dalle luci dello spettacolo, e per un attimo si lascia scappare che Kurosawa è un grande maestro europeo. L’atmosfera è sempre quella della commedia degli attici: ricchi protagonisti, suite da Le mille e una notte. E ancora una volta Allen si dimostra poeta del disincanto, cineasta che guarda a Hollywood con diffidenza, e indaga i sentimenti con l’intelligenza dei fuoriclasse. Condanna la falsità, fa ironia sui sorrisi tirati, sull’arrivismo di provincia, sui rapporti umani che nascono dal profitto.
La felicità non è mai a portata di mano, anche se questa volta prova a credere nelle favole, ribaltando il velo di tristezza che si vede negli occhi dei suoi protagonisti. Il maestro gioca con la commedia dei cuori infranti, con le ambizioni dei sognatori. Ci porta davanti al Plaza, quasi per ricordare le “follie” di A piedi nudi nel parco, ci trascina tra gli alberi di Central Park, citando e rimescolando almeno la metà dell’immaginario “romantico” d’oltreoceano.
Chiama il suo protagonista Gatsby, perché sembra appartenere a un altro secolo, quando Fitzgerald ci raccontava che una donna la si può aspettare per sempre. Sono le conseguenze della passione, messe in scena più avanti anche da Douglas Sirk, a cui Allen ha reso omaggio ne La ruota delle meraviglie. Il fascino del melodramma rapisce anche in Un giorno di pioggia a New York. Con le luci di Vittorio Storaro che accarezzano gli amanti, quasi li sorreggono nella loro fragilità.
Non una storia di coppia, ma di coppie. Che si scambiano e ruotano in una ronde senza fine, dove sembra contare solo il corpo e non i pensieri. Allen gira con la sua immortale leggerezza, punge con la sua inesauribile ironia, regalando allo spettatore un ombrello con cui ripararsi. Non solo dalla tempesta, ma dai fenomeni da copertina, da chi insegna senza sapere, da chi, invece di comprendere, condanna senza pietà. (Gian Luca Pisacane – Cinematografo.it)

CURIOSITÀ
Tutti i personaggi del film hanno problemi con la propria identità. Gatsby non conosce ancora se stesso, mentre sua madre si rivela esser una persona completamente diversa da quella che lui aveva sempre immaginato. Ashleigh è molto confusa e indefinita, soprattutto di fronte Vega, che all’inizio indossa una maschera, qualcosa che nasconde appunto l’identità.
Per sottolineare il fatto che i protagonisti del film hanno difficoltà a farsi riconoscere per quello che sono, sul piano visivo i loro volti sono spesso oscurati e sono in ombra. Un esempio è quando il finestrino della macchina nella location dove si sta girando il film mostra il riflesso di quello che c’è fuori, anziché Gatsby e Chan seduti dentro l’auto.
La pioggia ha un ruolo centrale, per Allen infatti New York acquista più fascino nei giorni uggiosi. Il modo di vedere la pioggia suggerisce anche le visioni di vita contrastanti di Gatsby e Ashleigh: per lui è romantica, per lei è triste.
I luoghi visitati da Gatsby e Ashleigh sono un chiaro riferimento alle loro personalità contrastanti: lui è innamorato della New York di un tempo, come il Village; lei, invece, della città più contemporanea, che trova sfogo nel glamour di Soho o Downtown.
Gatsby e Ashleigh arrivano a New York un sabato mattina con l’intenzione di ripartire la mattina dopo. Lui ha pianificato ogni minuto della loro permanenza nella Grande Mela, per questo sappiamo sempre che ora è e come le cose stiano sfuggendo al suo controllo. Il tempo è uno dei temi importanti del film e non è un caso che un orologio appaia spesso nella storia.

Data di uscita: 28 novembre 2019
Genere: Commedia, Sentimentale
Anno: 2019
Regia: Woody Allen
Attori: Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse, Rebecca Hall, Cherry Jones, Annaleigh Ashford, Griffin Newman, Taylor Black, Kathryn Leigh Scott, Natasha Romanova, Jacob Berger
Paese: USA
Durata: 92 min
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Alisa Lepselter
Produzione: Gravier Productions, Perdido Productions

orario: giovedì 21.15; venerdì 20.30-22.30; sabato 18.30-20.30-22.30; domenica 16.30-18.30-20.30

prezzo biglietto: intero € 5,00 – ridotto € 4,00 (fino a 18 anni, oltre i 65 e studenti universitari fino a 24 anni)

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PARASITE al Cinema Cecchetti da lunedì 9 a mercoledì 11 – orario: 18.30-21.00

da lunedì 9 a mercoledì 11

Parasite, film diretto da Joon-ho Bong, è un dramma che racconta la storia della famiglia Kim, formata dal padre Ki-taek (Kang-ho Song), un uomo privo di stimoli, una madre, Chung-sook (Hye-jin Jang), senza alcuna ambizione e due figli, la 25enne Ki-jung (So-dam Park) e il minore, Ki-woo (Woo-sik