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L’omaggio di Civitanova a Luciano Moretti

Ricorrono oggi, 21 aprile, i 33 anni dalla scomparsa dell’artista Luciano Moretti. Per Civitanova si tratta di una persona molto importante che ha lasciato un segno nella comunità.

Nel 1972 Moretti, animatore dei fermenti culturali civitanovesi negli anni quaranta e cinquanta, ha donato al Comune la sua collezione di quadri e stampe per la costituzione della Galleria d’Arte Moderna “Marco Moretti” intitolata al figlio prematuramente venuto a mancare: “quadri e stampe per la costituzione della Galleria d’Arte Moderna Marco Moretti. (…) La Galleria dovrà avere la sua sede in Civitanova Marche Alta e non potrà essere trasferita altrove. La Galleria dovrà essere intestata a nome di Marco Moretti (…) figlio di Luciano Moretti il quale in memoria del figlio l’ha offerta e donata (…)”.

Nasce da qui il museo civitanovese, oggi allestito, ampliato e arricchito con una quadreria, un laboratorio calcografico, un nucleo di sculture del ’900 e con lo spazio polifunzionale intitolato al Maestro Arnoldo Ciarrocchi, nella casa natale del poeta, scrittore, traduttore, commediografo Annibal Caro.

Nel 1935, dopo Montemonaco, ebbe l’incarico di maestro elementare a Civitanova e qui conobbe Olga Spinosi, fiorentina, insegnante di francese, che divenne sua moglie. Uomo di vasta cultura, spirito arguto, Moretti rappresentò un punto di riferimento nella Civitanova Alta della metà del Novecento, dove trascorse il periodo più bello e dove formò un cenacolo di giovani artisti, capitanati da Arnoldo Ciarrocchi, di studiosi e letterati come Giovanni Scheiwiller e Domenico Cantatore, Leonardo Sinisgalli e Alberto Lattuada, Giorgia De Cousandier, Alfonso Gatto, Raffaele Carrieri e Gabriele Mucchi.

Tra i vari intellettuali anche Quasimodo che nel ’43, su richiesta di Moretti, tradusse l’epigrafe settecentesca di casa Annibal Caro: “Questa è la casa di Annibal Caro, dove felicemente abitarono (Dee) Pallade e le Muse e le Grazie”.

Dagli incontri, dai lavori che gli venivano affidati e dal consenso che Luciano Moretti riscosse negli ambienti milanesi e romani, è nata la sua raccolta d’arte.

Tra le opere pittoriche e le stampe più significative si segnalano un’acquaforte di Leonardo Castellani; la raccolta di acqueforti di fiori di Giancarlo Scorza; un olio di Fiorella Diamantini, un’acquaforte di Paolo Manaresi, due incisioni di Nunzio Gulino; due acqueforti di Renato Bruscaglia, acqueforti e litografie di Enzo Paolucci, una litografia di Carlo Ceci; alcune stampe di Giuseppe Bartolini, un’acquaforte su rame di Giorgio Morandi, alcune acqueforti di Arnaldo Ciarrocchi e tre opere della sua prima moglie, la pittrice romana Raffaella Magliola; oltre ad opere di Tamburi, Cantatore, Carbonati, Clerici, Maccari, Carrà, De Chirico, Guttuso, sono presenti anche due sculture in bronzo: Il portatore di Giovanni De Vincenzo e la Danzatrice di Giuseppe Mazzullo. Nel 1951 si trasferì a Roma dove ebbe incarichi importanti senza mai dimenticare Civitanova.

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