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Lo spettacolo Dodici minuti al Teatro Annibal Caro

Giovedì 30 aprile al Teatro Annibal Caro arriva Dodici Minuti, una storia italiana dimenticata, una grande tragedia ma anche la cronaca di una passione, sfolgorante e assoluta.

Dall’incontro tra il giornalista Francesco Zarzana e l’attrice Sonia Barbadoro, entrambi ex atleti e appassionati di sport, nasce l’idea di portare in scena la scomparsa della squadra italiana di nuoto, del suo allenatore e di un cronista sportivo, morti in un incidente aereo mentre si recavano al Meeting di Brema del 1966.

Brema, Germania, venerdì 28 gennaio 1966.  Un aereo della Lufthansa con a bordo 46 passeggeri precipita in fase di atterraggio a causa delle pessime condizioni meteo. Sull’aereo volano sette atleti della Nazionale italiana di nuoto, il loro tecnico e uno storico commentatore della Rai.  Non ci sono superstiti. La squadra azzurra era diretta al Meeting di Brema, il più prestigioso appuntamento della stagione indoor del nuoto europeo. E per la prima volta l’Eurovisione avrebbe portato il nuoto nelle case degli italiani. Quella sera l’Italia era incollata davanti alla tv, intenta a guardare il Festival di Sanremo. Cantavano, fra gli altri, Adriano Celentano con I ragazzi della via Gluck e la debuttante Caterina Caselli. Durante la gara le prime scarne notizie:  “Un aereo delle linee interne germaniche è precipitato a Brema”. Vinse Domenico Modugno con la canzone Dio come ti amo.

Fu una notte drammatica per le famiglie che aspettavano notizie, per la Federnuoto che stentava a credere alle comunicazioni frammentarie che arrivavano dalla Germania, per i giornalisti che si apprestavano a scrivere articoli che non avrebbero mai immaginato di dover vergare di propria mano. I funerali solenni furono celebrati nella chiesa dei SS. Apostoli a Roma.  La cerimonia fu trasmessa in cronaca diretta sul programma Nazionale della tv. L’Italia si fermò. C’era tutta l’Italia sportiva, tutto il mondo del nuoto. E c’erano migliaia di persone, assiepate all’esterno della chiesa: una folla impietrita e immobile sotto una pioggia battente.

Quando si parla di tragedie dello sport, il nostro immaginario va sempre (e solo) alla tragedia di Superga del 1949, quella in cui persero la vita i giocatori del mitico e invincibile Torino. La sciagura dei ragazzi della Nazionale di nuoto ha risvolti emotivi decisamente più forti e dolorosi poiché si trattava di ragazzi dai 16 ai vent’anni e non avevano puntati addosso i riflettori che il calcio non ha mai lesinato ai suoi protagonisti, anche sei decenni or sono, per quanto con modalità e pudore ben diversi rispetto all’eccesso di oggi. Questa è una vicenda che allora come oggi risveglia sempre e ancora intorno a sé un grandissimo interesse. Nonostante sia passato molto tempo e le autorità tedesche all’epoca avessero trattato con notevole e colpevole superficialità le cause e i risvolti della tragedia di Brema, il materiale raccolto in anni di ricerche permette di far conoscere la vicenda umana e sportiva di questi ragazzi, la loro straordinaria voglia di vivere, onorandone la memoria e dando loro quel proscenio che non hanno mai avuto. Ed è il desiderio di consegnare una verità alle famiglie dei caduti e al pubblico il motore che ci spinge a portare in teatro questa vicenda.  È un’indagine del cuore che non si rassegna, che vuole risposte, che vuole partecipare di una tragedia dimenticata, per rendere onore a quelli che si possono chiamare senza ombra di dubbio eroi.

Inizio spettacolo ore 21.15

Biglietteria on line su vivaticket.

 

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