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HAMMAMET al Cinema Cecchetti sabato 25 e domenica 26 – orario: sabato 18.15; domenica 20.30

Hammamet, film diretto da Gianni Amelio, è incentrato sulla figura di Bettino Craxi (Pierfrancesco Favino), come politico e come uomo e racconta un capitolo critico della storia d’Italia. A distanza di 20 anni dalla morte di uno degli uomini politici più importanti della Repubblica Italiana, Amelio riporta a galla il nome di Craxi, un tempo sulle testate di tutti i giornali e oggi occultato silenziosamente sotto strati e strati di sabbia. Bertino Craxi, un nome che molti non vogliono ricordare, che intimorisce altri e che altri ancora vorrebbero cancellare, forse per sempre. Il film, basato su testimonianze reali, è un thriller fondato su tre tappe. Il re caduto: il primo socialista con l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri, indagato poi nell’inchiesta Mani pulite. La figlia che lotta per lui: Stefania, istitutrice della Fondazione Craxi, volta a tutelare l’immagine del padre. Infine, l’ultimo capitolo, il terzo, dedicato a un misterioso giovane, che entra nell’ambiente politico della famiglia Craxi, provando a demolirlo da dentro.

PANORAMICA
Dodicesimo film di finzione di Gianni Amelio – che ha comunque nel corso della sua carriera realizzato anche lungometraggi documentari e corti per piccolo e grande schermo, e film per la tv – Hammamet è il film che racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, quando il leader socialista, ex Presidente del Consiglio, viveva già da sei anni anni nella città tunisina del titolo: da esiliato, come sosteneva lui, o da latitante, come invece sostenevano i magistrati di Mani Pulite, che in lui vedevano il vertice del sistema di corruzione della politica italiana che volevano smantellare con la loro inchiesta, e per buona parte dell’opinione pubblica.
Per Amelio, che ha sceneggiato il film assieme ad Alberto Taraglio, quello su Craxi è un film più attento al versante privato della sua vicenda che a quello pubblico, anche se alcune indiscrezioni vorrebbero Hammamet essere un film “garantista” che non risparmia le critiche alle modalità utilizzate dalla Procura di Milano durante Tangentopoli.
Oltre ad affrontare il tema del potere e della sua “irrimediabile perdita”, il film racconta le precarie condizioni fisiche di Craxi, malato da tempo di diabete e colpito in seguito da un tumore al rene. Nel corso degli ultimi mesi si discusse la possibilità di far tornare l’ex leader socialista pluricondannato perché si curasse in patria, ipotesi presto tramontata perché fu lo stesso Craxi a non volere rientrare in Italia da persona non libera.
“Anche quando parlo di privato ha l’aria del tempo. Oggi mi sembrava importante ritornare ai primi anni ’90 e poi alla fine del secolo,” ha dichiarato il regista all’ANSA. “Io racconto sei mesi di vita di un uomo politico importante fino alla sua morte, ma non è un arco narrativo che somigli a una biografia, tutto il contrario. Racconto gli spasmi di un’agonia.”
Nei panni di Bettino Craxi, straordinariamente somigliante anche grazie a tecniche di make up sviluppate nel corso di mesi, c’è Pierfrancesco Favino, che ha affrontato la parte subito dopo aver interpretato in Il traditore di Marco Bellocchio un altro importante personaggio della storia e della cronaca italiana recenti, Tommaso Buscetta.
Nel film si alterano personaggi ispirati a quelli reali e altri di fantasia. Nel cast, oltre a Favino, ci sono anche ci saranno anche Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi, Luca Filippi.
Per le riprese, oltre a vari set e location, Amelio ha scelto e ottenuto di girare anche nella vera villa dei Craxi in Tunisia, dove forte è stata l’emozione di trovarsi di fronte al Bettino di Favino per Amida, una domestica da anni in servizio per la famiglia e che bene aveva conosciuto il leader socialista.

FOCUS
Il Bettino Craxi di Hammamet e le altre figure politiche nel cinema italiano:
Sebbene sia tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni – complice anche un’analoga ripresa avvenuta a Hollywood – la tradizione del cinema italiano di dedicare film importanti o controverse figure della nostra storia politica e sociale non è affatto recente.
Già nel 1972, ad esempio, Francesco Rosi raccontava la storia di Enrico Mattei – che non era un politico di professione, ma che con la politica aveva molto a che fare e a che vedere – in Il caso Mattei, uno dei capolavori del cinema civile italiano. Quattro anni più tardi, a partire da un romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, Elio Petri diresse Todo Modo, che raccontava di una classe dirigente della Democrazia Cristiana spietata e deviata, e che nella figura del Presidente, interpretato da un bravissimo Gian Maria Volonté che ne ricalcava il fisico, la postura, il modo di comportarsi e parlare, raccontava chiaramente Aldo Moro, che allora era appunto il Presidente della DC.
Moro è tristemente noto per il rapimento e l’uccisione da parte delle Brigate Rosse, in una delle pagine più cupe e sconvolgenti della storia del nostro paese: e proprio la vicenda e la prigionia di Moro sono al centro di un altro grande film, Buongiorno notte, diretto nel 2003 da Marco Bellocchio (che in anni più recenti, prima di Gianni Amelio, aveva accarezzato l’idea di un film su Craxi, e che in Vincere aveva affrontato invece la figura di Benito Mussolini) con Roberto Herlitzka nei panni del politico.
Nel 2006, all’apice della parabola di Silvio Berlusconi, è Nanni Moretti a raccontare l’allora Presidente del Consiglio in Il caimano; dodici anni dopo, nel 2018, Paolo Sorrentino – che nel frattempo aveva raccontato a modo suo un altro personaggio chiave della nostra storia politica e non come Giulio Andreotti in Il divo – torna su Berlusconi con il dittico di Loro, raccontandone però la fase conclusiva della sua storia politica. Sul fronte documentario, sono da ricordare il lavoro di Walter Veltroni su Enrico Berlinguer, intitolato Quando c’era Berlinguer, e Pertini – Il combattente di Graziano Diana e Giancarlo De Cataldo, che ripercorre la vita del più amato dei Presidenti della Repubblica Italiana.
Su quello delle fiction televisive, citazione d’obbligo per l’Alcide De Gasperi di Fabrizio Gifuni, diretto da Liliana Cavani

Data di uscita: 09 gennaio 2020
Genere: Biografico, Drammatico
Anno: 2020
Regia: Gianni Amelio
Attori: Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Omero Antonutti, Renato Carpentieri, Giuseppe Cederna, Claudia Gerini
Paese: Italia
Durata: 126 min
Distribuzione: 01 Distribution
Produzione: Pepito Produzioni con Rai Cinema in associazione con Minerva Pictures Group, in associazione con Evolution People, in collaborazione con SBH

orario: sabato 18.15; domenica 20.30

prezzo biglietto: intero € 5,00 – ridotto € 4,00 (fino a 18 anni, oltre i 65 e studenti universitari fino a 24 anni)

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