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STANLIO E OLLIO al Cinema Cecchetti martedì 27 e mercoledì 28 – orario: 21.15

Stanlio e Ollio, il film diretto da Jon S. Baird, vede protagonista il duo comico più celebre della storia del cinema, ovvero Stan Laurel (Steve Coogan) e Oliver Hardy (John C. Reilly). Il film si concentra sull’ultimo tour in Inghilterra di Stanlio e Ollio, all’inizio degli anni Cinquanta: nonostante Hardy avesse sofferto di un infarto durante l’iniziativa, questo non impedì ai due leggendari comici di congedarsi dal pubblico nel migliore dei modi.
Siamo nel 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.

PANORAMICA
Stanlio e Ollio è un biopic un po’ particolare, perché non racconta l’intera carriera o vita di Stan Laurel e Oliver Hardy. Il copione infatti reinterpreta il libro “Laurel & Hardy – The British Tours”, nel quale si narrano i loro tour europei nei primi anni Cinquanta, quindi sul termine della loro lunga carriera. I due lottarono contro le proprie condizioni fisiche per salutare un’ultima volta il pubblico che li aveva resi delle icone: Hardy nel 1956 avrebbe subito un ictus che lo fece ritirare definitivamente dalle scene, poco prima della sua morte avvenuta nell’agosto del 1957, a 65 anni. Laurel gli sopravvisse diversi anni, morendo nel 1965, ma si rifiutò di tornare a recitare senza l’amico. La loro carriera in tandem era cominciata non ufficialmente nel 1921 per mano del geniale producer Hal Roach, anche se non diventarono un brand “garanzia di risata” fino al 1927.
Diversamente da quanto accade in molti biopic delicati, non c’è stato un enorme lavoro di casting per scegliere gli attori protagonisti: John C. Reilly e Steve Coogan sarebbero stati infatti la prima scelta del regista Jon S. Baird, autore del ben diverso e cattivissimo Filth da Irvine Welsh. Quando hanno accettato, ci si è messi subito al lavoro senza ulteriori ripensamenti. Reilly ha ottenuto una nomination ai Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia, mentre Coogan una nomination ai BAFTA come migliore protagonista.
Assolutamente obbligatorio non perdere i titoli di coda, corredati delle foto originali delle performance rivisitate e narrate nel lungometraggio.

CRITICA
“Gli uomini, con tutti i limiti, gli errori e le imperfezioni della natura umana, dietro ai personaggi. Un film crepuscolare ma mai patetico, e spesso comico, su cosa significhi aver lavorato assieme per una vita, su come la coppia artistica diventi simile a una coppia di fatto, e ancor di più su come si affronta la fine di una storia, di un percorso professionale, ma non personale e d’amicizia. Steve Coogan e John C. Reilly sono bravissimi.” (Federico Gironi – Comingsoon.it)
“Si può discutere quanto contasse nella più celebre e amata coppia comica della storia del cinema l’amicizia, ovvero franchezza e solidarietà, complicità e competizione, sacrificio e lealtà. Per gli autori di questo ritratto (sceneggiatore Jeff Pope) era tutto, rasentando una «storia d’amore tra uomini», mentre il fuoriscena dei film, la vita oltre le icone, si presenta nel momento cruciale dei ricordi e dei rimpianti, gli ultimi anni di Stanlio & Ollio quando (…). Incarnata (e travestita) con passione e abilità da Coogan & Reilly, l’incredibile vitalità del repertorio di questo tormentato crepuscolo gioca di sponda con fama e onori di un passato gettato nelle future memorie. Malincomico.” (Silvio Danese, ‘Il Giorno’, 03 maggio 2019)
“Hanno fatto la storia della comicità, pur chiamandosi in modo diverso in ogni paese (Dick und Doof in Germania; Flip I Flap in Polonia; O Gordo e o Magro in Brasile; Stanlio e Ollio in Italia). Quando parte The Cuckoo Song, la loro inconfondibile sigla, il buonumore comincia a farsi strada. Ancora oggi in tutto il mondo sono celebrati dall’associazione internazionale Figli del deserto. Sono due autentiche icone del grande schermo. E anche del piccolo. E il film (Stanlio e Ollio di Jon S. Baird) parte nel raccontarli quando sono all’apice della loro carriera nel 1937. (…) Jon S. Baird dirige su sceneggiatura di Jeff Pope pun tando più sulla lacrimuccia che sulla risata. E questo ci può stare nel raccontare la storia di una coppia in cui Oliver e Stan erano indispensabili uno all’ altro per realizzare qualcosa di buono. Grande merito va ascritto alla coppia protagonista: Steve Coogan è magistrale non tanto e soltanto nel riproporre i gesti caratteristici di Stan ma nel catturare lo spettatore che in lui vede davvero Laurel. Non di meno John C. Reilly, coadiuvato da protesi ingrassanti piazzate ovunque, quindi con maggiore difficoltà di azione e movimento, offre un Hardy indimenticabile e toccante. E va sottolineato come, se possibile, sarebbe meglio vederli in lingua originale. Purtroppo però il film non sono soltanto i due protagonisti e, forse per restituire uno spirito comico che risulta invece stonato, gli altri personaggi sono delle macchiette grottesche, dal produttore al manager del tour inglese, con punte di disagio rappresentato dalle mogli. Certo, devono rompere l’idillio tra i due (e quasi ci riescono), ma il modo in cui vengono proposte le loro figure è davvero sciocco e ripetitivo. Per fortuna prevale il duo, anche nelle scene di letto (ce ne sono diverse) capace di regalarci grandi momenti di cinema e teatro.” (Antonello Catacchio, ‘Il Manifesto’, 3 maggio 2019)
“(…) quando si ama il proprio lavoro, come ingannare l’attesa della morte? I ricordi non lasciano tregua, specie a chi ne ha di bellissimi. Perfino gli attriti decennali di Stan Laurel – la mente del duo – col produttore Hal Roach (Danny Huston) a Hollywood, paiono momenti da rimpiangere. C’è un dettaglio politico ipocrita nella sceneggiatura di Jeff Pope. In un flashback che riporta alla Hollywood dell’autunno 1937, Laurel – suddito di un re inglese dal vastissimo impero africano – rinfaccia a Roach, cittadino americano, di essere amico per ragioni commerciali di Mussolini, uno «che prende a calci» gli etiopici. Non è impossibile che ciò sia realmente accaduto, ma nel film di Baird pare un omaggio politicamente corretto agli afroamericani. Per il resto il film procede per la sua strada, sostenuto dalla scenografia di John Paul Kelly, perfetta nel ricostruire una città e un’epoca. Bravi gli attori, specie i protagonisti. Paiono perfino sprecati, perché da loro Baird si accontenta di interpretazioni che sono soprattutto imitazioni.” (Maurizio Cabona, ‘Il Messaggero’, 3 maggio 2019)

Data di uscita: 01 maggio 2019
Genere: Biografico, Commedia, Drammatico
Anno: 2018
Regia: Jon S. Baird
Attori: John C. Reilly, Steve Coogan, Danny Huston, Shirley Henderson, Nina Arianda, Stephanie Hyam, Susy Kane, Rufus Jones
Paese: Gran Bretagna, USA, Canada
Durata: 97 min
Distribuzione: Lucky Red
Sceneggiatura: Jeff Pope
Fotografia: Laurie Rose
Montaggio: Úna Ní Dhonghaíle, Billy Sneddon
Musiche: Rolfe Kent
Produzione: British Broadcasting Corporation (BBC), Entertainment One, Fable Pictures Sonesta Films

orario unico 21.15

biglietto unico € 4,00

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