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THE POST al Cinema Rossini da giovedì 8 a martedì 13 – orario: giovedì 21.15; venerdì 20.30-22.45; sabato 18.15-20.30-22.45; domenica 18.15-20.30; lunedì e martedì 21.15

Nella storia americana ci sono stati momenti cruciali nei quali i comuni cittadini hanno dovuto decidere se mettere a rischio tutto – livello di vita, reputazione, status, perfino la libertà – per fare quello che credevano fosse giusto e necessario per proteggere la Costituzione e difendere la libertà del loro paese.
Diretto da Steven Spielberg, il thriller politico The Post racconta la storia dietro alla pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta agli inizi degli anni settanta sul Washington Post. L’occultamento dei documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni quaranta e sessanta innesca una battaglia senza precedenti in nome della trasparenza e della libertà di stampa. In particolare, la pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers diviene manifesto della ferma e decisa rivendicazione del diritto di cronaca e della libertà di informazione da parte di due figure molte diverse ma accomunate dal coraggio e da una forte etica professionale: l’editrice del giornale Kay Graham (Meryl Streep), prima donna alla guida della prestigiosa testata, e il duro e testardo direttore del giornale Ben Bradlee (Tom Hanks). I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni. Nonostante i meschini tentativi del governo di contenere la fuga di informazioni riservate, i media diffondono la notizia schierandosi dalla parte dei cittadini.

PANORAMICA
The Post è il quinto film di Steven Spielberg che veda tra i protagonisti Tom Hanks, che diventa così l’attore che ha lavorato più volte con Steven in ruoli differenti, dopo Salvate il soldato Ryan, Prova a prendermi, The Terminal e Il ponte delle spie. C’è un altro primato: Meryl Streep invece non aveva incredibilmente mai recitato in un film dell’autore, se non come voce di Blue Mecha nella versione originale di A. I.. Le musiche di The Post sono a cura di John Williams, che per limiti d’età non cura più ogni colonna sonora spielberghiana (il contemporaneo Ready Player One è stato infatti affidato alle cure musicali di Alan Silvestri). Un lento passaggio di consegne sta avvenendo anche in sede di montaggio, dove il fedelissimo Michael Kahn per la prima volta qui accredita al suo fianco Sarah Broshar, sua assistente da oltre dieci anni, per la precisione da 10 cose di noi del 2006. Mai messa in discussione invece la presenza ormai ultraventennale di Janusz Kaminski alla direzione della fotografia, l’unico della squadra Spielberg storica a essere più giovane dell’autore (classe 1959 contro classe 1946). The Post rappresenta il debutto della sceneggiatrice Liz Hannah, classe 1985: il suo copione era stata inserito nell’ufficiosa Black List hollywoodiana delle migliori sceneggiature non prodotte, finché Spielberg non l’ha raccolto. Josh Singer, premio Oscar per Il caso Spotlight, è stato comunque chiamato a integrare il lavoro di Liz.

CRITICA
Sì certo, la storia vera, la libertà di stampa, i guardiani della democrazia e le ovvie risonanze della storia di allora, 1971, col presente. E sì, risonanze che passano anche per gli ammiccamenti alle lotte neo-femministe dei movimenti Time’s Up e #metoo. Però The Post, che è cinema limpidissimo e classicissimo, e per questo avvincentissimo e affascinantissimo, è ancora di più. Dietro la storia della pubblicazione da parte del Washington Post dei Pentagon Papers, dietro alla determinazione di un’editrice capace di sfidare l’amministrazione Nixon, c’è forse, anche, un appello di Spielberg alle élite americane affinché escano dai loro salotti e dalle loro convenienze, per tornare a fare ciò che è giusto, etico, libero. (Federico Gironi – Comingsoon.it)

CURIOSITÀ
Candidato a 2 Premi Oscar 2018: Miglior Film e Migliore attrice protagonista (Meryl Streep)
6 Nonimation ai Golden Globes 2018
Miglior film dell’anno secondo L’AFI (American Film Institute), il National Board of Review e New York Film Critics.

FOCUS
Anche se The Post si concentra sulle pubblicazioni del Washington Post, fu il New York Times a cominciare nel 1971 la pubblicazione dei cosiddetti “Pentagon Papers”, uno studio secretato del Pentagono sulla Guerra del Vietnam, dopo che l’ex-analista dell’esercito Daniel Ellsberg l’aveva di nascosto fotocopiato nel 1969. In buona sostanza dimostrava come le amministrazioni Kennedy e Johnson avessero nascosto all’opinione pubblica e al Congresso stesso il crescente coinvolgimento nella guerra e nella politica nella regione, tacendo anche la crescente certezza di non poterne uscirne vincitori. Nonostante Ellsberg avesse cercato in tutti i modi di portare alcuni suoi conoscenti senatori a discutere dei testi in sede istituzionale (dato che non sarebbero stati perseguibili, a differenza di lui), si decise poi a diffondere i testi su oltre 17 organi di stampa, tra i quali il Washington Post.
Katharine Meyer Graham (1917-2001), al cinema appunto con il volto di Meryl Streep, era editrice del Post dal 1963, anno della morte del precedente editore, suo marito Philip Graham, morto suicida, che aveva a sua volta ricevuto l’incarico dal suocero, Eugene Meyer. La legava quindi al giornale una tradizione familiare, che non le rese comunque più semplice essere accettata, in particolar modo durante la pubblicazione dei Pentagon Papers. Successivamente tuttavia, sulla scia dell’evento storico che questa pubblicazione rappresentò, il Post e il New York Times furono coprotagonisti dell’onda anomala del Watergate, più o meno due anni dopo. Il personaggio interpretato da Hanks è invece Ben Bradlee (1921-2014), redattore capo dal 1968 al 1991, che in questa circostanza e nel Watergate sfidò il governo federale rifacendosi al Primo Emendamento della Costituzione. Fu lui durante il successivo Watergate a supervisionare il lavoro di Bob Woodward e Carl Bernstein, interpretati da Robert Redford e Dustin Hoffman in Tutti gli uomini del presidente (1976), dove Bradlee fu portato sullo schermo invece da Jason Robards. Segno di quanta maggiore attenzione ci sia oggi per i ruoli e i personaggi femminili, nel citato film il personaggio di Kay Graham non appariva affatto.

DATA USCITA: 01 febbraio 2018
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2017
REGIA: Steven Spielberg
ATTORI: Tom Hanks, Meryl Streep, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford, Bruce Greenwood, Matthew Rhys, Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Jesse Plemons, Michael Stuhlbarg, Zach Woods
PAESE: USA
DURATA: 118 Min
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
REGIA: Steven Spielberg
SCENEGGIATURA: Josh Singer, Liz Hannah
FOTOGRAFIA: Janusz Kaminski
MONTAGGIO: Michael Kahn
MUSICHE: John Williams
PRODUZIONE: Amblin Entertainment, DreamWorks, Pascal Pictures

orario: giovedì 21.15; venerdì 20.30-22.45; sabato 18.15-20.30-22.45; domenica 18.15-20.30; lunedì e maartedì 21.15

prezzo biglietto: intero € 5,00 – ridotto € 4,00 (fino a 18 anni, oltre i 65 anni e studenti universitari fino a 24 anni)

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