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VITAVITA: “Dopo il terremoto tiriamo fuori un altro mondo”

“Abbiamo una tendopoli, ora partiamo da qua e tiriamo fuori un altro mondo da questa situazione”. È l’appello che fa Maria Luisa Fiori, presidente dell’Associazione Omnibus Omnes Onlus sezione di Arquata, riflettendo sul dopo sisma del 24 agosto.

Parte con una testimonianza di vita toccante la 13ª edizione di VITAVITA. “La rassegna internazionale di Arte Vivente – afferma il direttore artistico Sergio Carlacchiani – è vicina alla popolazione di Arquata. Negli anni, la manifestazione ha sempre avuto un’attenzione solidale, e lo confermano anche i vari ospiti avuti in passato, come ad esempio artisti terremotati di Mirandola”.

Insieme all’Azienda dei Teatri, VITAVITA ha avviato una raccolta fondi, intitolata Insieme per Arquata, e per tutta la durata della manifestazione sarà possibile effettuare delle donazioni nelle sette postazioni allestite in città, con le foto scattate dal fotografo civitanovese Manuel Cafini, in un percorso intitolato Pescara del Tronto, disappeared city.

“Ho trovato a Civitanova una forma di supporto grande e preziosa, fatta da persone straordinarie – dichiara Raffaella Milandri, presidente dell’Associazione Omnibus Omnes Onlus sezione di San Benedetto – . In questa raccolta fondi stiamo lavorando perché ogni cosa sia nel massimo della trasparenza, per rendere tutti partecipi di come saranno spesi i soldi e far diventare questo modo di agire un modus operandi. Ringrazio Rosetta Martellini, Alfredo Di Lupidio, Sergio Carlacchiani e l’Amministrazione Comunale di Civitanova”.

Maria Luisa Fiori torna sul suo racconto della vita nella tendopoli. “Dalla notte del terremoto ho abbracciato chiunque, ho ritrovato il contatto umano con le persone, cosa che mi mancava da anni, vivendo in un paese abbastanza isolato, in montagna. Senza i Vigili del Fuoco ci saremmo sentiti abbandonati, sono speciali. La situazione è dura, perchè durante la notte nella tenda c’è forte umidità e al giorno con il sole c’è una temperatura insostenibile, speriamo quanto prima di ricevere nuove e buone notizie per le nostre sistemazioni. C’è ancora un momento di confusione”. 

Leggermente differente la testimonianza di Valeria Pichini: “Noi viviamo in campagna e abbiamo deciso di rimanere sotto casa, con i nostri figli e con gli animali da accudire. Dormiamo in auto, ci dà forza la vicinanza delle persone. Poi siamo gente di montagna, quindi forte in partenza perché i nostri territori sono lasciati a se stessi da tempo. È importantissimo che questa terra non venga abbandonata”.

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